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Retribuzioni da tagliare nelle aziende pubbliche

La proposta della Commissione Industria del Senato sulle retribuzioni dei manager

Retribuzioni vincolate al miglioramento dei salari dei dipendenti italiani. La commissione Industria del Senato stringe sull’approvazione di regole che limitino i maxi stipendi del top management di aziende pubbliche. La Commissione presieduta da Massimo Mucchetti (Pd) impegna il Governo a “evitare eccessi e squilibri nelle retribuzioni dei capi d’azienda, limitando i premi a breve termine ed escludendo i premi di non concorrenza allo scopo di allineare le componenti variabili agli interessi della società”.

E non è tutto, eventuali retribuzioni variabili sarebbero da legare agli obiettivi raggiunti e, comunque, da concedersi in sede di fine rapporto. Inoltre, niente più trattamenti di fine mandato. Ma la vera novità, quella più eclatante, è che per la prima volta si cerca il raffronto con le retribuzioni dei dipendenti. E’ stretta dunque sui maxi compensi, che con molta probabilità troverà terreno fertile. Già il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, si è detto favorevole alla proposta, assicurando che il Governo intende percorrere la strada della trasparenza nell’iter di nomina dei vertici delle aziende pubbliche.

Il nodo delle nomine

E proprio a proposito di cariche, un altro punto su cui ci si sta concentrando è la riconferma di eventuali figure apicali in scadenza. Occhi puntati su Francesco Caio per le Poste e Mauro Moretti per Leonardo. I senatori chiedono di “subordinare la riconferma degli amministratori uscenti a una rigorosa analisi dei risultati”. Per le nuove nomine, invece, la proposta verte su scelte di competenza, guardando in particolare all’esperienza in business quantomeno affini.

L’argomento sulle retribuzioni dei manager è tornato alla ribalta negli ultimi mesi, anche per effetto dei salvataggi bancari cui il Governo si è lanciato. Infatti, una partecipazione dello Stato così imponente in aziende private, quali le banche, rende doveroso un allineamento in tal senso. Se non altro perché parliamo di aziende salvate dal fallimento.

 

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