Home / Economia / Rating, anche Dbrs ci declassa a Stato di serie B

Rating, anche Dbrs ci declassa a Stato di serie B

Cade l’ultima “A” sul rating italiano. Anche l’agenzia Dbrs declassa il nostro Paese.

Quello di Dbrs era l’ultimo giudizio di rating a livello “A” rimasto dopo che già Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch ci avevano scaricati.

La motivazione sarebbe che “in seguito al referendum bocciato sulle modifiche costituzionali che avrebbe potuto fornire una maggiore stabilità di governo e le successive dimissioni del primo ministro Renzi, il nuovo governo ad interim può avere meno spazio per passare ulteriori misure, limitando così il rialzo delle prospettive economiche“.

Come dagli torto. Del resto che ci sarebbero state ripercussioni sul sistema era stato messo in conto.

 Nello specifico settore bancario

Dbrs ha sottolineato “la persistente debolezza del sistema bancario, in un periodo di crescita fragile” e che “nonostante i recenti piani di sostegno del settore bancario, il livello di npl (non performing loan, crediti deteriorati) rimane molto elevato tale da compromettere la capacità del settore bancario di agire come intermediario finanziario per sostenere l’economia”.

Cosa cambia ora per l’Italia? Intanto la perdita della “A” rende più difficile per le banche italiane depositare i titoli di Stato a garanzia presso le banche centrali per ottenere in cambio liquidità. Ciò significa che i nostri istituti di credito potrebbero avere un impatto immediato dal declassamento del rating.

C’è poco da stare allegri, eppure da Bankitalia gettano acqua sul fuoco e prendono tempo commentando che il declassamento “non avrà impatti rilevanti sulla spesa per interessi sul debito pubblico. Potrebbero esserci degli effetti sui titoli più a breve, ma si potrà dire soltanto nei prossimi mesi”. Adesso due soluzioni sono possibili per limitare i danni. Le banche italiane dovrebbero reintegrare le garanzie, mettendo a disposizione della Bce ulteriori attivi dal loro bilancio. Oppure rimborsare subito la liquidità riducendo lo spazio per fare credito alle famiglie o alle imprese.

Ma perché il rating è così importante? La questione è tutta nel rapporto con la BCE. Quando una banca europea chiede un prestito di liquidità la Banca centrale europea lo concede chiedendo una garanzia. Nel caso specifico, la garanzia è rappresentata dai titoli di Stato. E dal valore che viene attribuito loro dipende tutto. Qui entrano in gioco le agenzie di rating. La Bce prende in considerazione il giudizio di soli quattro colossi: Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch e Dbrs. Basta che una sola di esse riconosca la “A” e le condizioni di scambio sono più favorevoli.

Ecco, per noi è caduto l’ultimo baluardo.

Guarda altro

Profumo, l’ex banchiere che non piace ai mercati. E’ fuga da Leonardo

Fresco di nomina Profumo è già un caso Incredibile che un ex banchiere del calibro …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *