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MPS, buona la prima. Ora ricapitalizzazione

Per il Monte dei Paschi una settimana di fuoco

MPS, buona la prima. Il primo passaggio chiave nella corsa al salvataggio è andato a buon fine. La conversione volontaria dei bond subordinati ha portato in cassa il miliardo sperato. Ergo, ora servono quattro miliardi di ricapitalizzazione. In appena cinque giorni il risultato è stato raggiunto. E il commento dalla banca non poteva che essere di soddisfazione.

La strada rimane comunque lastricata di insidie. Per sapere se MPS riuscirà ad attrarre investitori bisognerà attendere l’esito del referendum. Un referendum che si fa sempre più insidioso dopo la dichiarazione del premier Renzi di rassegnare le dimissioni in caso di vittoria del no.

Ciò significa, ancora incertezza e instabilità. Proprio quello che non aiuta il Monte, così come il paese e la sua crescita economica.

Intanto, già per martedì è fissato un board alla banca. Resta da capire se e chi interverrà su MPS. In pista restano i fondi del Qatar e di alcuni hedge. Oltre ovviamente a Jp Morgan e Mediobanca che dovranno confermare i 2 miliardi “promessi”.

Sennò? Sennò resta l’intervento pubblico. “Mps non deve fallire”. Qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo, Giuseppe Guzzetti.

Di certo c’è che non è assolutamente nei pensieri di nessuno arrivare alla risoluzione della banca. Così come accaduto per i quattro istituti falliti. Ma la vigilanza europea rimane comunque in allerta e pronta a dire la sua.

I prossimi appuntamenti vitali per il Monte sono dunque alle porte. Domenica l’esito del referendum e tra lunedì e martedì riunioni fiume con gli investitori e Cda. Sempre martedì, l’attesa sarà anche per la riunione della Consob che dovrà dare il via libera all’aumento di capitale.

Ieri, intanto, il titolo ha perso il 5,4% scendendo a 19,5. E c’è poco da cantare vittoria visto che mancano ancora l’aumento di capitale e la cartolarizzazione delle sofferenze.

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