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Movimento 5 Stelle, “se la canta e se la sona”

Movimento 5 Stelle alle “urne”. Si vota il salva Raggi?

Clicca-day per il Movimento 5 Stelle che oggi è chiamato a votare il codice etico degli eletti. Urne, si fa per dire, aperte puntualmente alle 10 di questa mattina. I simpatizzanti avranno tempo fino alle 19 per “mettere il loro like”.

La questione è quasi totalmente incentrata sul da farsi in caso di avvisi di garanzia a chi ricopre cariche politiche. Colpo di spugna all’intransigenza che è valsa la sospensione al “povero” Pizzarotti e arrivo del sistema “chiudiamo un occhio”, nel caso che Virginia Raggi si trovasse impigliata nello stesso meccanismo.

Due pesi, due misure. A sentire le voci che si alzano dall’opposizione, così come qualche mormorio interno al Movimento. Finito dunque il tempo del “contratto” fatto firmare ai candidati della capitale, con le dimissioni obbligate se volute da almeno 500 iscritti al Movimento residenti a Roma. Ora, ogni decisione inerente eventuali vicende giudiziarie spetta a Beppe Grillo e ai Probiviri del Movimento.

Politicamente cosa cambia?
Di certo si svolta verso la strada del garantismo. Almeno così pare. Se ci sembrava assurdo quanto applicato al sindaco di Parma Pizzarotti, altrettanto assurdo è oggi che si applichi un codice di giustizia interna, quando ancora la magistratura non ha neanche chiuso le indagini. Quindi, il movimento aprirebbe un processo a cosa?

La vicenda Pizzarotti
“Oggi continuo a vedere molti yes man, ma pochi politici con una loro coerenza e una loro autonomia”. E’ questo il commento a caldo dell’ex grillino e primo cittadino di Parma al codice etico. “Quando il Movimento 5 Stelle mi aveva sospeso illegittimamente mancava un regolamento sulle sospensioni e uno sul codice di comportamento. Nelle controdeduzioni che mi erano state chieste lo feci notare: impossibile e illegittimo sospendermi se mancano i regolamenti per farlo”.

Lo fa notare Pizzarotti, c’è un capo che decide e non puoi, non solo discostarti, ma neanche proferir parola. Il sindaco di Parma a febbraio 2016 era indagato per abuso d’ufficio che gli è costata la sospensione dal movimento. Ma in seguito all’archiviazione delle accuse, Pizzarotti chiede di essere reintegrato senza, però, ottenere risposta. Oggi è fuori dal Movimento.

Insomma, il giustizialismo cavalcato per ottenere la ribalta lascia spazio al garantismo utile a mantenerla (la ribalta).

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