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Montepaschi più vicina “all’aiutino” di Stato per ricapitalizzare

Il no della BCE sulla proroga per la ricapitalizzazione di Montepaschi apre diversi scenari. Obiettivo: salvare la banca senese

La Bce boccia la richiesta di una proroga di venti giorni per concludere la ricapitalizzazione di Montepaschi.

Alla fine il risultato del referendum costituzionale porta i primi problemi. All’indomani della vittoria del no sembrava che i mercati tranquilli fossero portatori di buone nuove. Ma non è stato così. Ora, l’unica possibilità per evitare il fallimento di Mps è che il Tesoro intervenga.

Montepaschi aveva chiesto, lo ricordiamo, una proroga fino al 20 gennaio per portare a termine la ricapitalizzazione per il mutato scenario politico. La vittoria del no, infatti, ha aperto la crisi di Governo e le dimissioni del premier Renzi.

Così mentre continuano le consultazioni del Capo dello Stato con le forze politiche, arriva la doccia gelata.

Già questa mattina l’ad del Monte, Marco Morelli, ha incontrato il ministro Pier Carlo Padoan accompagnato dagli advisor di Jp Morgan e Mediobanca.

Nel pomeriggio è invece previsto un cda per fare il punto della situazione. Dall’Eurotower arriva solo un no comment. Del resto, di certo non c’è ancora nulla. La banca senese non ha ancora ricevuto una risposta ufficiale, ma già da ieri la voce di una bocciatura era piuttosto chiara. Specie dopo le parole pronunciate da Mario Draghi.

Tornando in Italia, già nel fine settimana il Governo dovrebbe emanare un decreto per mettere in sicurezza Montepaschi attraverso un intervento pubblico per la ricapitalizzazione.

Ed è probabile che al salvataggio saranno chiamati anche gli obbligazionisti subordinati.

Nel frattempo oggi il titolo è stato sospeso dopo essere arrivato a perdere oltre l’11%.

Levata di scudi anche da parte del sindacato dei bancari. La FABI è intervenuta subito ponendo l’attenzione sull’importanza di impedire il fallimento di Mps che aprirebbe la strada non solo ad una crisi bancaria, ma dell’intero Paese. Senza dimenticare il destino di 25mila lavoratori e oltre 5 milioni di clienti.

Il nodo da sciogliere non è di poco conto. Padoan dovrà trovare una soluzione che crei meno problemi possibili. A seconda dello strumento usato, infatti, si avrà una perdita più o meno pesante per gli azionisti e investitori di Montepaschi.

 

 

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