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Manovra di bilancio alla prova UE, pochi margini e molte incertezze

Deficit e debito pubblico fuori dagli standard europei necessaria una manovra correttiva.

Torna il pressing della UE sul nostro bilancio, dove deficit e debito pubblico fuori controllo impongono una manovra correttiva.

Paolo Gentiloni alle prese con un ammanco di 3,4 miliardi, che da qualche parte vanno trovati o il rischio commissariamento sulla nostra politica economica diventerà sempre più una certezza.Un problema non da poco anche perché, con una procedura d’infrazione, la flessibilità concessaci nel 2016 per gli investimenti, potrebbe essere ritirata. Ergo: i conti vacillerebbero ancora di più.
L’Europa c’ha concesso due mesi per sistemare le cose, ma a fine aprile i giochi saranno fatti. I tempi dunque sono davvero stretti. Roma deve approvare una manovra correttiva strutturale pari allo 0,2% del Pil, circa 3,4 miliardi.

Anche tenendo conto del bonus di 0,32% del Pil che la UE ha concesso all’Italia per migranti e terremoti, nel 2017 il nostro Paese avrebbe dovuto recuperare lo 0,6% del Pil, mentre ci sarà un deterioramento dello 0,4%.

Questo significa, come scrive lo stesso Comitato economico finanziario dell’Unione, che “a prima vista c’è l’evidenza del rischio di un deficit eccessivo basato sulla regola del debito“.Ovvero la norma che impone di correggere il deficit strutturale.

Tuttavia, la Commissione scrive che ” la decisione di raccomandare l’avvio di una procedura per i disavanzi eccessivi sarà presa solo in base alle previsioni di primavera 2017 della Commissione, tenendo conto dei dati sui risultati di bilancio per il 2016 e dell’attuazione degli impegni di bilancio assunti dalle autorità italiane nel febbraio 2017″.

Non se la passano meglio altri Stati membri

I nostri “squilibri macro-economici eccessivi” si affacciano anche per Bulgaria, Francia, Croazia, Portogallo e Cipro.Anche se poi è il debito pubblico italiano, che supera il 133% del pil, ad essere il secondo più alto della Ue. Squilibri macroeconomici, sebbene non “eccessivi”, anche per Germania, Irlanda, Spagna, Olanda, Slovenia e Svezia.

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