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M5s: le accuse di Grillo infiammano il dibattito e Mentana lo querela

Dopo il codice etico il M5s ne spara un’altra: la giuria popolare per verificare quanto pubblicato dai media

Il M5s alza un polverone che scalda gli animi di molti. Grillo ieri, nello stesso momento in cui metteva ai voti il suo codice etico, dall’altra parte proponeva una “giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali”. Siamo alle comiche. Sono piovute critiche a non finire. E c’era da aspettarselo. Una diffamazione in piena regola, tanto che il direttore del TG di La7, Enrico Mentana, ha pubblicamente annunciato querela.

“Giornali e tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene”.

Questa la frase più incisiva e che ha fatto tanto discutere. Un insulto a quanti lavorano nelle redazioni, non solo giornalisti, ha fatto notare Mentana. Nel frattempo, Grillo è corso ai ripari con delle scuse al direttore.

Presa di posizione anche da parte della Fnsi. “Quello che il leader del M5s fa finta di non capire lanciandosi in un linciaggio mediatico di stampo qualunquista contro tutti i giornalisti, è che sono le minacce e le intimidazioni, come quelle che lui velatamente lascia trasparire, a far precipitare il Paese nelle classifiche internazionali”.

Dalla politica si è levato un coro bipartisan. Per una volta, tutti d’accordo.

Infine il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, accompagnato alla porta dal M5s per un avviso di garanzia: “Quella sulla giuria popolare è una distrazione di massa, ci sarebbero problemi molto più impellenti”. Ma, soprattutto: “Non so dove si vuole andare, se si vuole andare a governare o tenere alto il consenso”.

Ed è qui il punto: cosa vuole fare Grillo? Governare seriamente un paese che ha enormi difficoltà di ripresa o sparare a zero su tutto solo per il gusto di sentirsi il primo della classe? Roma parla chiaro, Virginia Raggi ha cavalcato il populismo e l’insoddisfazione dei romani per raggiungere il Campidoglio. Ma, al momento, non ha ancora dato prova di garantire il cambiamento.

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