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“Europa incerta, serve coraggio”. Mattarella in Parlamento

Europa, a che punto siamo dopo sessant’anni

Europa incerta, serve coraggio”. Il Presidente Sergio Mattarella non usa giri di parole. In audizione alla Camera per i sessant’anni dai Trattati di Roma, lancia un messaggio chiaro che non lascia dubbi d’interpretazione. E’ un’ Europa, questa, che rischia di fallire i suoi intenti.

Un’ Europa quasi ripiegata su se stessa. Spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell’intraprendere la rotta”, così il Presidente della Repubblica di fronte al Parlamento in seduta comune. L’audizione di oggi apre ufficialmente le celebrazioni che porteranno nella capitale i 27 capi di Stato membri dell’Unione e culmineranno sabato con la firma di un documento comune.

L’aula di Montecitorio, chi è dentro e chi è fuori

In aula ci sono tutti, anzi, quasi tutti. Se infatti qualche deputato del Movimento 5 Stelle si è fatto vedere, quelli della Lega hanno disertato per protestare in un sit in davanti a Montecitorio proprio contro l’ Europa (Bossi a parte). Ognuno ha la sua festa. Ma certo le parole di Matterella sull’UE non possono lasciare indifferenti. Specie se a pronunciarle è un Capo di Stato spesso bistratto perché poco incisivo, sempre nell’ombra. “Come ieri, c’è bisogno di visioni lungimiranti, con la capacità di sperimentare percorsi ulteriori e coraggiosi – ha sottolineato Mattarella – perché nessun Paese europeo può garantire, da solo, la effettiva indipendenza delle proprie scelte. Nessun ritorno alle sovranità nazionali potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, benessere e prosperità, perché nessun Paese europeo, da solo, potrà mai affacciarsi sulla scena internazionale con la pretesa di influire sugli eventi, considerate le proprie dimensioni e la scala dei problemi”.

L’Euro, la moneta unica

Alle dichiarazioni della Lega “Ormai l’uscita dall’Euro non è più una scelta ma una via obbligata per risollevare le economie depresse dei nostri Paesi” Mattarella risponde “la politica della Bce ha provocato il forte abbassamento dei costi del credito, tutelando i risparmi delle imprese e delle famiglie. La moneta unica è tra i traguardi di cui gli stessi Padri fondatori sarebbero giustamente fieri”. L’UE, almeno nell’intenzione italiana, riparte da qui.

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