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Carife verso Bper, ma con meno dipendenti

Bper pronta ad accollarsi Carife, ma solo dopo una cura dimagrante

Carife sì, Carife no. Balletto finito dopo mesi di incertezza. Bper, tra annunci e smentite, è arrivata al nocciolo della questione. Acquisizione vicina, ma non prima di una bella cura dimagrante.

Carife, lo ricordiamo, è una delle quattro banche “fallite” su cui si è abbattuto il famigerato bail in previsto dalla normativa comunitaria che, se da una parte permette l’intervento dello Stato per scongiurare il peggio, dall’altra azzera azioni e subordinati.

Le tre consorelle, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti dovrebbero andare in dote ad UBI, ma il condizionale è ancora d’obbligo. Mentre la bistrattata Carife pare vicina all’acquisizione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Non prima, però, di una bella ripulita.

Non solo dai residui debiti incagliati, con tanto di iniezione di capitale, ma anche da una bella “sfoltita” di dipendenti. Il piano è da lacrime e sangue, nel vero senso della parola.

Per rimettere in piedi Carife si potrebbe passare da un taglio di circa 400 persone su 847. Un dimezzamento del personale che porterebbe alla chiusura di numerosi sportelli.

Dai sindacati la notizia non è stata confermata ufficialmente. Certo è che se così fosse si aprirebbe uno scenario di vera e propria lotta, nello strenuo tentativo di utilizzare tutti gli strumenti possibili per rendere l’uscita più soft.

Ma il numero è talmente alto che pensare possa bastare il fondo di solidarietà è presumibilmente utopistico.

I blocchi, comunque, sono ancora quelli di partenza. Nicastro si giocherà il tutto per tutto per riportare la banca in solidità senza gravi danni collaterali.

I sindacati, del resto, sono già sulle barricate.

Ma quello che continua a sconcertare è che nei piani di risoluzione a cui assistiamo ormai giornalmente c’è sempre un dato ricorrente: il taglio dei costi. Che poi altro non è che il taglio dei dipendenti.

Ma di innovazione dei sistemi, delle professionalità, dei servizi. Di tutto questo, neanche una parola. Di management, poi, figuriamoci.

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