Home / Economia / Banche al bivio: nel 2017 cambio di rotta

Banche al bivio: nel 2017 cambio di rotta

Nel 2016 le banche italiane hanno subito un contraccolpo durissimo, ma si guarda al futuro.

Il 2017 finanziario si apre con un mercato debole, ad eccezione delle banche di casa nostra dove il debutto di Banco Popolare e BPM fa il botto con un guadagno, al momento, che supera la soglia del 6%.

Il 2016 è stato l’annus horribilis degli istituti di credito italiano. A partire da MPS, osservata più che speciale, fino alle venete Popolare di Vicenza e Veneto Banca, per non parlare della risoluzione che ha investito Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti.

Monte dei Paschi di Siena

Per il Monte dei Paschi l’ultima spiaggia è rappresentata dallo Stato che mette sul piatto 20 miliardi per aiutare le banche a rimanere a galla. Non sono mancate le polemiche per la disparità di trattamento con le famigerate “quattro banche”, polemiche sterili e senza fondamento. Il Monte si porta dietro 5 milioni di clienti. Una risoluzione tout court porterebbe ad una débâcle di sistema. Certo è che il fallimento del Monte è l’emblema del fallimento del sistema creditizio italiano, dove a farla da padrone è stata una classe dirigente incapace di applicare buone regole. Che ha guardato all’interesse personale o di soli pochi, portando nel baratro banche sane, solide e con una storia plurisecolare. Ha costretto lo Stato a correre ai ripari in un momento in cui avrebbe dovuto occuparsi di altro. E’ venuta, così, meno la fiducia dei clienti, degli azionisti, dei piccoli risparmiatori.

Popolare di Vicenza e Veneto Banca

La sorpresa più grande è stata la dipartita di Francesco Iorio (con un assegno milionario) e l’arrivo del “salvatore” Fabrizio Viola. A quest’ultimo, dopo il salvataggio in extremis del Monte, ora tocca traghettare Popolare di Vicenza e Veneto Banca verso un fusione che è tutto tranne che semplice. Saranno necessari ulteriori tagli dei costi e non sarà piacevole scoprire dove applicarli.

Le quattro banche

Problemi a non finire, è il caso di ammetterlo. La donzella che sembrava più in bilico di tutte, CariFerrara, ha trovato il suo compratore probabilmente, nella Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Poco prima di brindare al nuovo anno, sindacati e controparte hanno anche raggiunto l’accordo che limita i danni. Gli oltre 400 esuberi dichiarati (su circa 850 dipendenti), sono scesi, seppur di poco. Ma la vera notizia è che, allo stato attuale, non verrà licenziato nessuno. Ancora una volta il fondo di garanzia mette in mare la scialuppa di salvataggio.

Per le altre tre sorelle, invece, percorso ancora in salita. La BCE nuovamente di traverso. Pare che non veda proprio di buon occhio l’acquisizione da parte di UBI. E’ da mesi che si parla della settimana decisiva per la firma del preliminare, ma al momento ancora niente.

La Politica

Tra i tanti attori di questa tragedia, una responsabilità, e forte, ce l’ha la Politica. Quando finge di non occuparsi di certe questioni e poi invece si scopre che c’era dentro fino al collo. Quando vede e si gira dall’altra parte continuando a far rosicare l’osso fino alla fine. Quando prende decisioni drastiche, ma ormai è già troppo tardi.

Ora niente sarà più come prima. Ma un cambiamento può esserci solo dopo aver capito gli errori commessi. E da qui, ricominciare.

 

 

 

Guarda altro

Profumo, l’ex banchiere che non piace ai mercati. E’ fuga da Leonardo

Fresco di nomina Profumo è già un caso Incredibile che un ex banchiere del calibro …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *