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Allarme virus su WhatsApp: a rischio i nostri conti in banca

Dall’India arriva l’allarme virus WhatsApp. Allegati infettati che permettono di rubare i dati dell’online banking ed entrare direttamente nei conti.

Attenzione dunque a file excel su WhatsApp di provenienza apparentemente istituzionale, ma che in realtà sono veri e propri trojan. Se, infatti, per ora il problema si è verificato solo in India, non è escluso che si possa estendere al di fuori dei confini. Sotto la lente soprattutto smartphone con sistema Android su telefoni di fascia bassa.

In questi giorni sono state segnalate diverse truffe, tutte fatte girare tramite WhatsApp.

L’ultima segnalazione era arrivata direttamente dalla Polizia che, tramite il profilo facebook Vita da social, informava sulla truffa delle “emoticon”. Le nuove funzionalità attivate da WhatsApp, in particolare quella degli allegati, rendono sicuramente molto più semplice la vita dei truffatori.

Attenzione, poi, alle App. Pensando di scaricare quella della propria banca, infatti, si rischia di dare le chiavi di accesso del proprio conto in banca, rendendo ancora più facile il prelievo forzoso.

In questo caso sarebbe buona pratica non utilizzare lo stesso telefono sia per entrare nel proprio conto in banca che per ricevere la password per entravi, seppur provvisoria.

Infatti, con un solo gesto, il truffatore avrebbe a disposizione tutto ciò che gli serve per mettersi in tasca i vostri soldi.

Se si considera che sono più di cinque milioni i clienti che si collegano al proprio conto tramite il telefonino e che ormai su WhatsApp è caduta ogni barriera, il gioco è fatto. Attenzione dunque ai messaggi specie se arrivano da ignoti.

Qualche consiglio utile da ricordare

WhatsApp è gratuito, quindi non aprite link dove dicono di rinnovare l’abbonamento.

Forse arriverà la segreteria, ma per ora non ci sono messaggi vocali da ascoltare.

Non esistono versione gold con funzioni particolari.

I grandi marchi non utilizzano WhatsApp per mandarci buoni sconto.

Non apriamo link dove ci chiedono la verifica delle nostre credenziali.

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